In arrivo per gennaio il “piano Poletti” per il lavoro. Il nuovo sistema è descritto dallo stesso ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, “Vuole superare il solito braccio di ferro sull’articolo 18 che non porta a nulla, c’è bisogno di un cambiamento di passo culturale che recuperi il valore positivo dell’impresa, come infrastruttura sociale indispensabile per la crescita e la creazione di lavoro”.

La prima parte del piano Poletti è stata già presentata a maggio con  la riforma dei contratti a tempo determinato, l’obiettivo è quello di ridurre il ricorso ai Co. co. pro e alle false partite Iva.

Sull’articolo 18 il ministro è chiaro: Se avessimo voluto togliere l’articolo 18 lo avremmo fatto con il decreto col quale siamo intervenuti su contratti a termine e apprendistato. Invece noi abbiamo scelto una strategia in due tappe: il decreto appunto e il disegno di legge delega nel quale affronteremo tutti gli aspetti del mercato del lavoro, riscrivendo lo statuto, come ha detto Renzi, dagli ammortizzatori alla revisione dei contratti, compresa l’introduzione del contratto di inserimento a tutele crescenti”. 

Nel suo complesso il piano Poletti sarà operativo a gennaio, lavori parlamentari permettendo.

A fare eco al ministro il suo sottosegretario, Luigi Bobba, “Poi partirà l’opera di riforma e semplificazione delle leggi sul lavoro, compreso lo Statuto dei lavoratori, alla quale ha recentemente accennato lo stesso Presidente del Consiglio. Una riforma, sotto il nome di Codice del lavoro, simile alla proposta di Scelta civica, primo firmatario Pietro Ichino.