L’Articolo 18: più dell’80% dei giovani non sa nemmeno cosa sia. Secondo gli ultimi dati del ministero del Lavoro - riguardano il quarto trimestre del 2013 – solo il 16% dei contratti di lavoro erano a tempo indeterminato… E poi se non si considerano i contratti della Pubblica amministrazione, questa norma riguarda solo il 2,4% delle imprese – ovvero quelle che hanno più di quindici dipendenti.

Secondo le stime dell’Ufficio studi della Cgia, nonostante questi numeri, l’articolo 18 riguarderebbe comunque il 57,6% dei lavoratori dipendenti italiani occupati nel settore privato dell’industria e dei servizi. Tradotto in cifre significa che su 4.426.000 imprese, tale norma riguarda 105.500 aziende e quasi 6.507.000 lavoratori.

Difficile non essere d’accordo con il giudizio che da sul tema il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe BortolussiIn una fase congiunturale così difficile, credo che l’eventuale proposta legislativa rivolta all’abolizione dell’articolo 18 darebbe luogo ad un duro scontro politico/sindacale che il Paese non si può permettere. Mai come in questo momento abbiamo bisogno di pace e coesione sociale. Ritengo, inoltre, che l’aumento dei posti di lavoro si ottenga privilegiando le politiche legate alla domanda. In altre parole, dobbiamo rilanciare gli investimenti, i consumi interni e far crescere l’inflazione: solo così saremo in grado di creare le condizioni per rilanciare l’occupazione e riprendere il sentiero di crescita”.

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