E’ legge tra le polemiche la riforma del mercato del Lavoro firmata dal ministro Fornero. L’ultimo scoglio, quello della Camera, è stato abbondantemente superato: 393 voti favorevoli e la riforma è servita. Ecco cosa cambia per uno dei punti più caldi del mercato del lavoro. 

Il mercato del lavoro italiano è molto complesso. Nelle intenzioni del ministro, ribadite anche dopo il voto della Camera, c’è quella di tutelare i singoli individui, i lavoratori e non il posto di lavoro in sé. Anche perché, spiega il ministro, il lavoro non è un diritto ma bisogna guadagnarselo, anche con i sacrifici.

Al di là delle polemiche che ha scatenato questa dichiarazione, si deve prendere atto dell’introduzione di una modifica importante all’articolo 18, uno dei punti più caldi sul piatto della riforma.

Ci sono almeno tre tipi di licenziamenti, oggi, da prendere in considerazione: quelli per motivi discriminatori, quelli per motivi economici e quelli per motivi disciplinari.

Nel caso dei licenziamenti discriminatori, è previsto sempre il reintegro del lavoratore, mentre cambia qualcosa nel caso dei licenziamenti disciplinari ed economici: sono previsti infatti nuovi regimi sanzionatori a riguardo.

In primo luogo dovrà essere accertata l’illegittimità del licenziamento, poi si procederà al reintegro dei lavoratore nei casi più gravi o al pagamento dell’indennità nei casi meno gravi.

Infine, è modificato l’iter per le controversie giudiziali che riguardano l’impugnazione del licenziamento.