La busta arancione è stato introdotta dalla Legge n. 335 del 8 agosto 1995 – ovvero la riforma delle pensioni Inps e non solo targata Dini -, e dovrebbe dirci la presumibile data di pensionamento e l’importo stimato del trattamento previdenziale. Ogni governo che si è succeduto dal 1995 in poi si è occupato dell’argomento assicurando che entro un termine ragionevolmente breve tutti gli italiani avrebbero saputo questi dati. E nessuno poi era andato oltre agli annunci.

La situazione è cambiata con Tito Boeri alla presidenza dell’Inps. Per una parte dei contribuenti è ora possibile accedere uno strumento online dell’ente pensionistico per sapere quanto avremo come pensione. Il  servizio si chiama “La mia pensione” – e si può accedere ad esso tramite questo link. A questo strumento virtuale l’Inps intende accoppiare una spedizione postale che per ora sarà riservata a pochi lavoratori – esattamente 150.000 – e che dovrebbe arrivare entro Natale.

il calcolo della pensione futura riguarderà un numero limitato di lavoratori perché come racconta lo stesso Tito Boerinon ci è stata data l’autorizzazione dai ministeri per superare il vincolo di spesa, la spesa per spedizioni è contingentata“. Chi riceverà la busta arancione? Quello che possiamo dirvi è chi non la riceverà. Niente invii per i dipendenti pubblici o chi ha ricevuto il pin di accesso per la simulazione della pensione online. Ovviamente la busta arancione ottiene solo una previsione ed un importo orientativo poiché il calcolo della pensione si basa su elementi variabili nel tempo come il livello delle retribuzioni future, le prospettive di carriera e gli anni di versamenti di contributi.

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