La novità – uso il condizionale perché in Italia non si sa mai – dovrebbe riguardare la bellezza di trenta milioni di famiglie italiane: durante il 2014 dovrebbe andare in pensione la vecchia bolletta – incomprensibile per il 99,9% della popolazione italiana. L’obiettivo è superare l’attuale struttura per arrivare a un testo sintetico, snello, con voci chiare e semplici per tutti, sul modello delle bollette in vigore negli Stati Uniti.

A quanto sembra, per arrivare a dire la parola fine alla riforma bisognerà aspettare il 2015. Prima di tutto verranno cambiate, ed in alcuni casi eliminate alcune voci – concentrandosi ovviamente su quelle meno comprensibili. Ad esempio, i “servizi di rete” diventeranno la “spesa per il trasporto e gestione del contatore”. Verranno chiariti le spese collegate ai cosiddetti “oneri parafiscali” – di cui fanno parte gli incentivi alle fonti rinnovabili, gli sconti per le imprese “energivore”, ed il costo per lo smantellamento delle centrali nucleari. Tutta una serie di spese che oggi non vengono menzionate, ma che finiscono per incidere sulla bolletta del 20% e più.

Il risultato finale è quello di ridurre le attuali sette o otto pagine della vecchia bolletta con un nuovo modello che sia fatta di una, al massimo due pagine, che fornisca comunque tutti gli elementi essenziali sulla spesa e le forniture di energia. Sarà disponibile l’attuale “quadro di dettaglio” ma solo su richiesta, se si vogliono approfondire le voci di spesa.

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