Il bollo auto è la tassa di possesso che ogni anno si deve pagare quando si è proprietari di autoveicolo. Conosciuto come tassa automobilistica, tale importo annuale va versato al massimo entro la fine del mese successivo a quello di scadenza (se il bollo auto scade nel mese di maggio, ad esempio, per saldare regolarmente il pagamento c’è tempo fino a giugno). Ma cosa accade quando il bollo auto non viene pagato e trascorre un tempo superiore a quello previsto dalla sua scadenza?

Arretrati bollo auto: cosa fare

La prima cosa da fare è accertarsi che il bollo auto sia stato effettivamente pagato oppure no. Nel caso di dubbi è possibile consultare i siti internet dell’Agenzia delle Entrate oppure dell’Aci oppure recarsi direttamente presso gli sportelli del proprio luogo di residenza. Se il controllo accerta che il bollo auto non è stato pagato nei tempi stabiliti, gli scenari che possono aprirsi davanti sono soprattutto due.

Il primo caso che si può presentare è che ci si accorga del mancato pagamento quando non sono ancora trascorsi dodici mesi. In questo caso si può procedere con quello che può essere definito come un ravvedimento operoso: si procede col pagamento del bollo auto e alla somma dovuta sarà applicata una maggiorazione che sarà tanto più alta tanto più saranno i mesi di ritardo dalla scadenza. Nel caso in cui non avvenga il ravvedimento operoso, è molto probabile che nel giro di qualche tempo la somma per il bollo auto (compresa di sanzioni e interessi) venga richiesta direttamente da Equitalia o dall’Agenzia delle Entrate.

In questo secondo caso si può sperare che il bollo auto sia caduto in prescrizione e che quindi la somma non sia più dovuta. Esso cade in prescrizione il terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento. Scaduto tale termine il contribuente non è più tenuto a dover eseguire il pagamento. Ad esempio: se il pagamento del bollo 2015 scade a maggio, i tre anni iniziano a decorrere a partire dal 1° gennaio 2016 e, quindi, scadono il 31 dicembre 2018.