L’APe volontaria è un anticipo pensionistico con il quale il lavoratore con 63 anni di età, 20 anni di contributi, non più di tre anni e sette mesi al raggiungimento della pensione di vecchiaia, assegno previdenziale maturato pari ad almeno 1,4 volte il minimo (circa 700 euro al mese), può chiedere un anticipo sulla pensione che poi verrà restituito a rate, per vent’anni, sull’assegno previdenziale vero e proprio.

L’anticipo minimo è di 6 mesi, quello massimo di tre anni e sette mesi. I decreti attuativi non sono stati ancora emanati (l’APe è previsto in via sperimentale dal primo maggio 2017 al 31 dicembre 2018), ma secondo le anticipazioni, dovrebbe essere possibile chiedere un anticipo fino al 90% della pensione ed il rateo finale non dovrebbe superare il 30% della pensione.

Esempio costi APe

Il lavoratore può decidere in che percentuale chiedere l’anticipo pensionistico, ovviamente un’APe volontaria del 50% per un anno avrà un costo di restituzione più basso rispetto ad un prestito del 90% per 3 anni. I calcoli esatti sono difficili, perché il costo dell’APe prevede interessi, costo della polizza assicurativa sul rischio di premorienza (intorno al 29%) e quello della garanzia statale sul prestito. Si prevede un peso sulla pensione finale di circa il 4,6 – 4,7% per ogni anno di anticipo. Sempre secondo le anticipazioni sui decreti attuativi l’APe volontaria avrà un tasso annuo nominale al 2,75-2,80%. Per aiutare i lavoratori vicini al pensionamento di calcolare il costo dell’APe volontaria l’INPS ha messo a punto un utile servizio di simulazione.