Sono molti i lavoratori esclusi dall’APE sociale e dalla Quota 41, ovvero dall’anticipo pensionistico a carico dello Stato e dalla pensione anticipata precoci per via dei criteri stringenti di accesso. Tra gli esclusi ci sono anche coloro che in teoria sarebbero in possesso di tutti i requisiti previsti per l’accesso all’APe Social, tranne la residenza in Italia.

Ricordiamo brevemente i requisiti richiesti per l’APe Social: 63 anni di età con una contribuzione minima di 30 anni, per disoccupati, caregiver, invalidi civili pari o superiori al 74% e 36 anni per i cosiddetti lavoratori gravosi.

L’indennità non spetta invece ai titolari di un trattamento pensionistico diretto in Italia o all’estero, ed è subordinata alla residenza in Italia e alla condizione che il soggetto abbia cessato l’attività di lavoro dipendente, autonomo e parasubordinato svolta in Italia o all’estero.

Non solo l’APe Social non viene concessa a chi possiede la residenza fuori dall’Italia e viene automaticamente revocata, a chi ne sia già beneficiario, in caso di cambio di residenza all’estero.

In aggiunta a tutto ciò, per il perfezionamento dei requisiti contributivi di legge non è possibile ricorrere alla totalizzazione di periodi assicurativi esteri con quanto già accumulato in Italia.

Fonte: circolare INPS n.100/2017.