Per accedere all’APe, l’anticipo pensionistico introdotto dalla Legge di Stabilità 2017 per garantire maggiore flessibilità all’uscita dal mondo del lavoro in Italia, vengono richiesti ai lavoratori alcuni requisiti specifici a seconda che si tratti di APe social, APe aziendale o APe volontaria.

In realtà quello che cambia nelle tre varianti di pensione anticipata sono l’anzianità contributiva richiesta e le categorie di lavoratori coinvolti. Per l’APe social si parla di:

  • disoccupati per licenziamento o dimissioni per giusta causa, senza trattamento di sostegno al reddito da almeno tre mesi (30 anni di contributi);
  • lavoratori che assistono coniuge o parenti di primo grado conviventi (caregiver familiari) con handicap grave di cui all’articolo 3 legge 104/1992 (30 anni di contributi);
  • inabili almeno al 74% (30 anni di contributi);
  • addetti a lavori usuranti o mansioni gravose (36 anni di contributi).

Per tutte le versioni di APe, invece, il requisito anagrafico è sempre quello di aver compiuto i 63 anni di età, di aver maturato una pensione pari ad almeno 1,4 volte il minimo INPS (702 euro al mese) e che non manchino più di 3 anni e 7 mesi dal raggiungimento della pensione di vecchiaia.