L’APe social è una delle tre varianti di anticipo pensionistico che, insieme ad APe volontaria ed APe aziendale, consente ai lavoratori italiani prossimi alla pensione di uscire in anticipo dal mondo lavoro.

Tra i requisiti per accedere all’APe social c’è quello di rientrare tra le categorie tutelate per le quali lo Stato, sui fa carico delle spese legate anticipo pensionistico.

Per disoccupati a causa di un licenziamento o di dimissioni per giusta causa, invalidi almeno al 74%, caregiver e addetti a lavoro usuranti o mansioni gravose, l’APe è infatti a costo zero. Questo significa che una volta raggiunta la pensione vera e propria non di dovrà restituire niente e si godrà dell’assegno pieno, senza penalizzazioni, a patto di non aver anticipato più di 1.500 euro lorde mensili.

Diversamente se l’importo della pensione maturato e anticipato dal lavoratore è più alto, questo dovrà restituire in rete ventennali solo la parte eccedente i 1.500 euro. Ovviamente il lavoratore può decidere la percentuale di pensione maturata da anticipare.

Agli addetti a lavori usuranti è richiesto di aver svolto tagli mansioni per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni.

Gli altri requisiti per i lavori usuranti sono di avere almeno 63 anni di età, 36 anni di contributi, aver maturato una pensione pari almeno ad 1,4 volte il minimo INPS (702 euro) e non essere a più di 3 anni e 7 mesi dalla pensione vera e propria.

Per quanto riguarda l’APe social i decreto attuativi sono pronti, le richieste potranno essere inviate a partire dal prossimo 1° maggio. La misura è stata avviata in via sperimentale dalla Legge di Stabilità 2017 e, a meno di proroghe, terminerà il prossimo 31 dicembre 2018.