I lavoratori esodati che sono rientrati nell’ottava salvaguardia dalla Riforma delle Pensioni Fornero, si sono trovati in alcuni casi nella condizione di poter optare anche per l’APe social (caregiver, cessati dal servizio). L’alternativa tuttavia non appare affatto conveniente.

I lavoratori esodati che hanno avuto diritto ad accedere all’ottava salvaguardia hanno avuto la possibilità di andare in pensione nel 2017 con i requisiti pre Riforma Fornero senza riduzioni dell’assegno. Per tali lavoratori l’assegno viene determinato con il sistema retributivo sino al 2011 o al 1995 se il lavoratore poteva vantare rispettivamente almeno 18 anni di contributi oppure meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, mentre le quote maturate dopo il 2011 vengono determinate con il sistema di calcolo contributivo.

Diversamente l’APe social viene garantita dallo Stato fino ad un massimo di 1.500 euro fino alla pensione di vecchiaia (con le nuove regole), oltre tale soglia la parte eccedente va restituita in rate ventennali alle quali si aggiungono i costi relativi agli interessi e all’assicurazione sulla vita. L’APe social prevede inoltre il soddisfacimento di determinati requisiti anagrafico-contributivi, diversi rispetto a quelli previsti per gli esodati e la prestazione verrà erogata in 12 mensilità, non 13 come la pensione alla quale avranno accesso i salvaguardati.