Com’è noto l’APe Social, lo strumento con il quale i lavoratori di particolari categorie disagiate possono richiedere un anticipo della pensione. Tale anticipo sarò pagato dallo stato, fino alla soglia dei 1.500 euro lordi al mese ed è dedicato a disoccupati senza ammortizzatori sociali, lavoratori con invalidità superiore al 74%, soggetti dediti all’assistenza di congiunto con handicap grave.

Per accedervi occorre avere 63 anni di età, tra i 30 e i 36 anni di contributi, a seconda dei casi, di essere a non meno di 3 anni e 7 mesi dal raggiungimento della pensione, nonché aver maturato una pensione pari ad almeno 1,4 volte il minimo INPS di 702 euro al mese.

Quando poi il lavoratore raggiungerà i limiti per la pensione di vecchiaia inizierà a percepirla normalmente e dovrà restituire solo la quota parte dell’anticipo eccedente i 1.500 euro lordi.

Invece, per RITA si intende la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, ossia la possibilità, di percepire, sotto forma di assegno mensile, le somme accumulate nel proprio Fondo pensione. Tali somme saranno erogate dal momento in cui si lascia il lavoro fino alla soglia della pensione di vecchiaia.

RITA è accessibile agli over 63, quindi nati tra il 1951 e il 1953, a cui mancano 3 anni e 7 mesi per la pensione di vecchiaia, che abbiano almeno 20 anni di contributi. Chiaramente i lavoratori richiedenti devono aver aderito ad un fondo di previdenza integrativa.

RITA prevede che il capitale accumulato dalla previdenza integrativa privata possa essere utilizzato, in tutto o in parte, per coprire da 1 a 3 anni di anticipo della pensione.

E’ importante evidenziare che con RITA si erode, sempre in tutto o in parte, la pensione integrativa accumulata, di fatto annullando o variando notevolmente gli effetti della previdenza complementare. Considerato che solitamente chi sceglie di aderire a formule di previdenza complementare e integrativa è motivato dalla possibilità di colmare la differenza tra reddito da lavoro e pensione (e quindi avere un capitale aggiuntivo durante la pensione) è chiaro che questa possibilità deve essere valutata da ogni singolo lavoratore in modo attento e oculato.