Dopo l’emanazione dei decreti attuativi dell’APe Sociale e pensione anticipata precoci e l’apertura dei termini per la presentazione delle domande l’INPS ha ricevuto un boom di richieste che probabilmente non potranno essere soddisfatte tutte quest’anno e l’Istituto dovrà farne slittare alcune al prossimo anno.

Il numero di domande è infatti superiore alle risorse stanziate dalla Legge di Stabilità 2017 per finanziare le due misure di pensione anticipata.

Il criterio con il quale l’INPS darà priorità ad alcune domande piuttosto che ad altre non è l’ordine cronologico di ricezione delle domande quanto piuttosto la data di maturazione del requisito della pensione di vecchiaia. A parità di condizioni viene data priorità alla data di presentazione della domanda.

Coloro che non dovessero essere ammessi nel 2017 all’APe sociale o alla pensione anticipata precoci per mancanza di risorse, pur avendo diritto a percepire l’indennità già quest’anno, vedranno il diritto slittare al 2018 ma non perderanno il diritto all’APe o alla pensione anticipata e non dovranno ripresentare domanda.

Nell’improbabile caso in cui invece le risorse dovessero essere superiori alle domande accolte, l’INPS prenderà in considerazione anche eventuali domande pervenute in ritardo (per il 2017 la scadenza era fissata al 15 luglio, dal 2018 è il 1° marzo per i precoci e il 30 marzo per l’APe Social), purché pervenute entro il 30 novembre (la stessa regola sarà valida anche nel 2018).

La risposta INPS sull’esito della domanda arriverà entro il prossimo 15 ottobre. Quindi coloro che vedranno accolta la domanda di accesso al beneficio dovranno presentare una seconda istanza, che rappresenta la vera e propria domanda di ammissione all’indennità, che verrà poi versata a partire dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda definitiva.