È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.138 del 16 giugno il decreto attuativo per l’APe Social, l’anticipo pensionistico a carico dello Stato introdotto dalla Legge di Stabilità 2017 (commi da 179 a 186 della legge 232/2016) per alcune categorie di lavoratori tutelate.

Requisiti APe Social

Tra i chiarimenti di maggiore rilievo intervenuti con l’emanazione del Dpcm il venir meno, per l’APe Social, del requisito dei tre anni e sette mesi dalla pensione di vecchiaia.

Confermato il requisito dei 63 anni di età, l’obbligo di aver cessato l’attività lavorativa, di non essere titolari di pensione diretta e di rientrare in una delle seguenti categorie:

  • lavoratore disoccupato per cause involontarie: licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale intervenuta nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge 604/1966. Il lavoratore deve aver concluso da almeno tre mesi eventuali ammortizzatori sociali. Sono richiesti almeno 30 anni di contributi;
  • caregiver, il lavoratore deve assistere da almeno sei mesi il coniuge, la persona in unione civile, o un parente di primo grado convivente, con handicap grave (almeno 74%). Sono richiesti 30 anni di contributi;
  • lavoratore con invalidità civile almeno al 74% e 30 anni di contributi;
  • lavoratore che svolge da almeno sei anni in via continuativa mansioni gravose (sono elencate nel decreto) con almeno 36 anni di contributi.

Ai fini contributivi valgono tutti i contributi accreditati, anche quelli figurativi, purché non coincidenti, se versati in gestioni diverse. In questo caso, ovvero se i contributi sono stai accreditati presso diverse Gestioni, si segue il principio del calcolo pro quota con le regole di ciascuna Gestione, in base al meccanismo del cumulo.

In ogni caso l’importo dell’assegno sarà pari alla pensione di vecchiaia maturata al momento della richiesta, fino a un massimo di 1500 euro lordi.

Decadenza dell’APe Social

Per accedere all’APe è necessario non superare gli 8 mila euro di reddito da lavoro dipendente e 4.800 euro da lavoro autonomo, in caso contrario decade il diritto al beneficio e bisognerà restituire quanto eventualmente già incassato. Il trattamento verrà corrisposto fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia o nel momento in cui l’assicurato maturi il diritto alla pensione anticipata.

Domande di accesso all’APe Social

Le domande per accesso all’APe social devono essere inviate all’INPS entro il 15 luglio 2017 nel caso in cui si maturino i requisiti nel corso del 2017 e entro il 30 marzo 2018 se i requisiti vengono raggiunti nel corso dell’anno, anche se il perfezionamento è successivo a tali date.

L’INPS prenderà in considerazione anche domande pervenute successivamente, nel caso in cui le risorse lo consentano (eventualità non molto probabile visto il gran numero di richieste).

Le domande presentate entro il 15 luglio 2017 avranno effetto retroattivo, ovvero se i requisiti sono stati raggiunti precedentemente la misura verrà comunque riconosciuta a partire dal 1° maggio, quando la Legge di Stabilità 2017 aveva previsto il via ufficiale dell’APe Social. In questo caso con il primo assegno verranno corrisposti anche gli “arretrati”.

Da precisare che i requisiti che possono essere maturato successivamente alla presentazione della domanda sono: l’età, il requisito contributivo, i tre mesi senza sussidio per i disoccupati e i sei anni di attività in via continuativa per gli addetti alle mansioni gravose.

Risposta INPS

Entro il 15 ottobre 2017 l’INPS renderà noto l’esito delle domande. Nel caso in cui risultino esaurite le risorse finanziarie per l’anno in corso, l’Istituto attesterà comunque il diritto all’APe, rinviado ad un momento successivo la prima decorrenza utile.

Fonte: Gazzetta Ufficiale.