Per presentare domanda di APe Social non è necessario essere in possesso di tutti i requisiti richiesti nel momento dell’invio dell’istanza, alcuni (età anagrafica, anzianità contributiva, i tre mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro nel caso dei disoccupati e i sei anni di svolgimento dei lavori gravosi) possono essere maturati successivamente, purché nel corso dell’anno. Bisogna invece avere già tutti gli altri requisiti richiesti per l’accesso all’APe social (ad esempio, lo stato di disoccupazione, oppure l’attività di cura di un parente da almeno sei mesi).

Questo significa che bisogna rispettare la scadenza fissata per l’anno in cui si maturano tutti i requisiti anche se non si possiedono ancora tutti quelli richiesti: 15 luglio per chi matura i requisiti nel 2017; 30 marzo per chi li matura nel 2018 (1° marzo per i precoci). Chi presenta l’istanza in ritardo, nel 2017 o nel 2018, ma comunque entro il 30 novembre, potrebbe avere accesso al beneficio, nel caso in cui ci siano ancora risorse disponibili.

Possibile inoltre accedere con il cumulo gratuito dei contributi, poiché il comma 2 dell’articolo 2 del Dpcm attuativo della Legge di Stabilità 2017 prevede che il calcolo venga effettuato tenendo conto di tutta la contribuzione versata o accreditata, a qualsiasi titolo, presso le gestioni previdenziali INPS, anche la gestione separata, nonché le casse professionali.

Non vengono però calcolati i versamenti per periodi coincidenti, si possono sommare solo i periodi non coincidenti effettuati in diverse gestioni previdenziali, calcolando poi la pensione pro quota in base alle diverse regole.