Dopo l’emanazione del decreto attuativo dell’APe Social l’INPS ha pubblicato le FAQ per rispondere ai numerosi quesiti posti in merito. Tra i chiarimenti forniti dall’Istituto quello che possono accedere all’APe Social caregiver anche coloro che assistono un congiunto con handicap grave in relazione alla quale un altro familiare sta utilizzando i permessi previsti dalla Legge 104/92.

L’APE Sociale, invece, potrà essere fruita solo da parte di un parente di primo grado del soggetto portatore di handicap.

Infatti il Dpcm prevede esplicitamente che l’APe Social non spetti se “per il medesimo soggetto con handicap grave, altro parente di primo grado stia già godendo dell’indennità di APe sociale”, mentre “il fatto che un altro familiare, lavoratore dipendente, goda dei permessi (mensili o giornalieri n.d.r.) previsti dalla legge 104 non impedisce al lavoratore autonomo l’accesso al beneficio”.

Il riferimento normativo è la lettera b del comma 179 della legge 232/2016 (Stabilità 2017), che stabilisce l’accesso all’APe Sociale, in presenza del requisito anagrafico di 63 anni e di almeno 30 anni di contributi, per coloro che assistono e convivono da almeno sei mesi un familiare affetto da handicap grave ai sensi della legge 104/1992, rientrante fra coniuge, partner in unione civile, parente di primo grado (genitori e figli). Sono esclusi quindi i conviventi di fatto e gli altri gradi di parentela (nonni, fratelli, sorelle e così via). Il lavoratore può essere sia dipendente che autonomo.

Le FAQ INPS precisano inoltre che il requisito dei sei mesi di assistenza al parente convivente previsto per i caregiver si calcola a partire dalla data del verbale o certificato provvisorio che attesta la condizione di handicap, e la domanda di APe Sociale.

Per maggiori informazioni consultare le FAQ INPS.