Esclusi sia dall’APe Social che dalla pensione anticipata precoci (Dpcm attuativi, 87/2017 e 88/2017) i lavoratori che assistono il proprio partner convivente poiché le norme attuative non hanno incluso tra gli aventi diritto coloro che sono impegnati in convivenze, ma solo i coniugi e le unioni civili (lettera b del comma 179 della Legge di Bilancio 2017)

Il riferimento è alla categoria dei caregiver, ovvero coloro che “assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità”.

I Dpcm attuativi, 87/2017 e 88/2017 si allineano con la legge che istituisce le unioni civili e regolamenta le convivenze di fatto (76/2016, la cosiddetta Legge Crinnà) la quale prevede che ai partner dello stesso sesso legati in unione civile si estendono sempre tutte le norme previste per i coniugi sposati, tranne nei casi esplicitati dalla legge stessa.

Diverso il caso delle convivenze per le quali le regole vengono dettate di volta in volta dalle diverse norme e decreti applicativi. Ma non è questo il caso dell’APe Social caregiver, dalla quale vengono escluse le coppie di fatto.

Nel testo del Dcpm si legge che oltre ai coniugi e gli uniti civilmente il beneficio spetta al parente di primo grado convivente con l’assistito, che quindi deve essere un genitore o un figlio. Di fatto, pertanto, vengono esclusi anche fratelli e sorelle, nonni, cugini e gli affini, come i parenti del coniuge.