L’APe è un meccanismo che consente di uscire in anticipo dal mondo del lavoro, a 63 anni di età e 3 anni e 7 mesi dalla pensione, ottenendo un prestito da restituire poi in rate ventennali quando si accederà alla pensione vera e propria (260 rate).

Tra i vantaggi dell’APe aziendale c’è quello di essere accessibile ai dipendenti delle aziende con meno di 15 dipendenti, in caso di processi di ristrutturazione aziendale, a differenza dell’incentivo all’esodo della legge 92/2012 (Riforma Pensioni Fornero) che riguarda solo aziende sopra questa soglia ed è esercitabile soltanto nell’ambito di un piano di esuberi, con specifica procedura sindacale.

Un altro vantaggio è che l’APe aziendale è a carico dell’impresa e non del lavoratore: l’azienda incrementa il montante contributivo individuale maturato dal dipendente, versando in un’unica soluzione all’INPS un contributo non inferiore a quello della retribuzione del lavoratore facendo in modo di far ottenere al lavoratore la pensione piena. L’accordo tra dipendente e datore di lavoro può inoltre essere migliorativo rispetto al minimo previsto dalla legge.

L’APe aziendale appare vantaggiosa anche per le imprese stesse, rispetto ad esempio all’esodo Fornero, poiché con la Legge di Stabilità 2017 sono stati previsti incentivi fiscali per le imprese che finanzieranno l’anticipo pensionistico, che potranno beneficiare della detrazione del 50% sulla quota interessi dell’importo dovuto.

Di contro l’esodo Fornero è più vantaggioso dal punto di vista economico per i dipendenti, a patto di lavorare in un’azienda con oltre 15 dipendenti, poiché non va restituito alcun anticipo, vi si può accedere a 4 anni dalla pensione e viene erogato in 13 mensilità.