Si era pensato che sarebbero potuti passare indenni alla mini patrimoniale voluta dal Governo Monti sulle attività finanziarie, ma anche depositi bancari e postali e i certificati di deposito dovranno pagare il bollo proporzionale dello 0,1% sul valore del deposito o sul valore nominale. È quanto prevede l’ultima versione disponibile del decreto sulla semplificazione fiscale, che oggi dovrebbe approdare per la promulgazione al Quirinale nella sua versione definitiva.

Decreto sulla semplificazione fiscale

La novità introdotta con il decreto sulla semplificazione fiscale sana l’incertezza sull’applicabilità o meno del bollo anche per i conti deposito, su cui gli operatori avevano delle perplessità sin dalla sua introduzione lo scorso mese di dicembre. La norma stabilisce che siano sottoposte a tassazione comunicazioni periodiche alla clientela relative a prodotti finanziari, anche non soggetti a obbligo di deposito, “ivi compresi i depositi bancari e postali anche se non rappresentati da certificati”. Saranno esentate dall’imposta, come previsto dalla legge originale, le comunicazioni ricevute ed emesse dai fondi pensione e dai fondi sanitari.

Resta da capire ora se le banche che offrono questo tipo di prodotti decideranno di accollarsi l’onore del bollo per trattenere o conquistare nuovi clienti o se riverseranno sui clienti il maggiore onere. Una soluzione è che la nuova imposizione sarà applicata solo sui contratti stipulati dopo l’entrata in vigore della norma.