Il servizio sanitario nazionale italiano ha delle carenze e questo è un dato di fatto: nonostante sia gratuito e nonostante sia considerato uno dei primi al mondo, molti cittadini, inevitabilmente, si vedono precludere la possibilità di usufruire di cure adeguate. Nell’impossibilità di ricorrere alla sanità privata, i cui costi non possono essere sostenuti da tutti, alcuni medici e alcuni studi hanno deciso di offrire una soluzione per i pazienti che si ritrovano in situazioni di disagio economico.

Questa soluzione ha il nome di ambulatorio sociale e si prefigge proprio l’obbiettivo di andare a colmare le eventuali lacune – se così possiamo definirle – della sanità pubblica e privata. Se il cittadino che versa in gravi condizioni economiche non riesce ad ottenere una prestazione sanitaria in tempi brevi presso le strutture pubbliche oppure non può permettersene una nelle strutture private, può rivolgersi ai medici e agli studi medici che propongono cure “solidali”: prestazioni specialistiche a prezzi nettamente inferiori a quelli di mercato.

Gli ambulatori sociali – o solidali – si possono trovare in molte città d’Italia: a Milano, per esempio, presso Il Fratelli di San Francesco e il Centro solidarietà San Martino” per cure odontoiatriche e di medicina generale, a Roma l’ambulatorio odontoiatrico dei Comboniani e il privato sociale attuato dalla struttura sanitaria Columbus; San Giorgio Bosco a Padova; l’ambulatorio sociale di Genova e di Savona; il poliambulatorio sociale di Bari.

L’associazione ambulatori sociali è nata senza fini di lucro ed è esercitata da medici volontari che accettano compensi minimi, a volte addirittura solo simbolici, pur di permettere ai pazienti di potersi curare e di non mettere a repentaglio la loro salute. Ovviamente la domanda di cure solidali è sempre più pressante e non sempre è facile occuparsi di tutti.

A San Giorgio di Piano (provincia di Padova), dov’è stato inaugurato uno degli ambulatori più recenti, ad esempio, è possibile rivolgersi ad uno dei diciannove medici volontari che operano nella struttura per offrire prestazioni specialistiche a tariffe irrisorie o nulle. Per accedere ai servizi occorre possedere un ISEE pari o inferiore ai 7.500 euro all’anno: qualora sia rispettato questo limiti, si possono ottenere visite ginecolgiche, ortopediche, psichiatriche oppure oculistiche.

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