Si è tenuto l’Eurogruppo, vale a dire che si sono riuniti i ministri dell’Economia e delle Finanze dell’Eurozona ed hanno parlato dei problemi dei vari paesi UE nel ridurre il rapporto deficit/PIL, argomento che ha interessato anche la politica francese in passato. La Spagna è e si conferma uno degli anelli deboli dell’economia europea. Aveva una situazione simile a quella italiana ma il paese iberico ha deciso di andare immediatamente alle elezioni dopo le dimissioni di Zapatero, rinviando in qualche modo il dibattito sull’economia.

Perplessità e preoccupazioni sono state le parole d’ordine all’indirizzo della Spagna che adesso non potrà rispettare gli obiettivi di riduzione del debito che si era data prima della crisi. Il paese s’impegnerà comunque a migliorare la situazione.

Nel 2012 il rapporto deficit/PIL dovrà ridursi di circa tre punti percentuali. Nel 2011 si è arrivati a quota 8,5 mentre le stime più pessimistiche avevano detto che non si sarebbe superata la soglia del 6 per cento. Quindi le prossime tappe sono 5,3 per cento entro il 2012 e 3 per cento entro il 2013.

L’obiettivo fissato per il prossimo anno, ricordano gli analisti, era il prerequisito per entrare nell’euro. Il management spagnolo sa che dovrà introdurre numerosi tagli alla spesa pubblica, non solo per onorare gli impegni presi con i colleghi europei, ma anche per evitare multe salate che potrebbero aggravare la condizione delle finanze del paese.