Il mese più caldo dell’estate, è anche il più salato per i cittadini, visto che si prevede una serie di rincari che investono il settore dei trasporti, delle locazioni per le vacanze ma anche tutta una serie di altri beni, per esempio le sigarette. Scopriamo i rincari più “eclatanti”.

In primo luogo dei rincari che non sembrano immediati, ma hanno comunque un’importanza come l’aumento dell’imposta di bollo per i titolari di un deposito titoli. Il passaggio è dai 34 euro circa di base ai 120 euro necessari per ricevere a casa tutte le comunicazioni.

È chiaro che gli aumenti dipendono dalla periodicità degli invii, in ogni caso lo stato conta di far rientrare in cassa circa 7,5 milioni di euro.

L’accise ha prodotto un aumento del prezzo delle sigarette. 10 centesimi è quello che pagano in più dal 23 luglio i consumatori di prodotti del gruppo Bat, per esempio i fumatori di Camel, Pall Mall e così via. Anche il gruppo Philip Morris non va meglio visto che i suoi prodotti hanno subito un leggero rialzo dall’11 luglio.

Poi c’è il solito rincaro del prezzo del petrolio che oltre ad incidere sul costo del carburante, ha prodotto degli aumenti anche sul prezzo delle utente domestiche. La spiegazione, in questo caso, arriva direttamente dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas.

Non mancano gli aumenti per Tarsu e tariffe dell’acqua, stimato al +12%.