Cresce il numero di disoccupati che nel taschino possono vantare laurea e specializzazione. A dirlo è un recente sondaggio di Almalaurea che conferma l’andatura controcorrente del nostro paese: chi studia non ha maggiori possibilità d’impiego degli altri. Chi studia è colpito dalla crisi tanto quanto gli altri cittadini, soprattutto i giovani. Gli ultimi dati sull’occupazione parlano chiaro: la disoccupazione giovanile supera la soglia del 31 per cento. Il problema è che il nostro paese sfida il corso tracciato dall’Unione Europea.

Mentre in Europa la quota degli occupati tra i laureati e tra coloro che hanno una specializzazione cresce, in Italia la quota di occupati tra chi ha studiato continua a diminuire. La decrescita sembra addirittura accentuata nel periodo di recessione che stiamo attraversando.

Almalaurea ha coinvolto 400 mila ragazzi, intervistandoli, per la redazione del XIV Rapporto sulla condizione occupazionale dei neodottori. Se entrassimo nel dettaglio dei dati scopriremmo che la disoccupazione dei laureati triennali è passata dal 16% al 19% al 2009 al 2010.

Nello stesso periodo, il tasso di disoccupazione tra i laureati specialistici è aumentato dal 18 al 20 per cento. Non va certo meglio per chi ha frequentato un corso di medicina, architettura, veterinaria e giurisprudenza. In questo macro insieme, infatti, la disoccupazione è passata dal 16,5 al 19 per cento.