Abbiamo sentito parlare per tanto tempo di innalzamento dell’età pensionistica, di riforma delle pensioni e si è parlato anche molto di come i giovani contribuenti siano lontanissimi dal sogno della pensione. Questo di certo non scoraggia chi lavora, ma fa sorgere qualche domanda. 

In particolare, le domande, riguardano i pensionandi, quelli che soltanto per l’innalzamento dell’età pensionistica si trovano a dover lavorare pochi anni in più.

Che tipo di pensione avranno? Innanzitutto sono passati dal retributivo al contributivo con una bella dose di amarezza nel bagaglio previdenziale perché il loro assegno pensionistico ideale si è un po’ alleggerito. Ma stando alle ultime notizie, ci potrebbe essere un ulteriore alleggerimento delle prestazioni erogate.

Lo scrive il Sole 24 Ore parlando dei nuovi coefficienti di trasformazione del montante contributivo in rendita pensionistica. Questi coefficienti sono stati inseriti nel decreto ministeriale e saranno presto in Gazzetta Ufficiale. La validità di tali provvedimenti partirà dal gennaio 2013.

A partire dall’anno prossimo le pensioni saranno alleggerite del 2 o anche del 3 per cento. Di certo valicando il limite per la pensione e scegliendo di lavorare fino a 70 anni, ci sono delle probabilità di mettersi in tasca qualcosa in più.

I nuovi coefficienti terranno conto di tante variabili, tra cui l’aspettativa di vita, la differenza d’età dei coniugi e anche la probabilità del lavoratore/trice di lasciare il nucleo famigliare.