Nuova, preoccupante conferma da parte dell’Istituto nazionale di statistica sul mondo del lavoro giovanile. Non si tratta di un semplice campanello di allarme, ma di una vera e propria denuncia all’intero mondo del lavoro italiano che evidenzia dinamiche difficilmente sostenibili nel medio e soprattutto nel lungo termine.

L’Istat ha pubblicato un raffronto analizzando i dati relativi al secondo trimestre del 2012 e quelli dello stesso periodo del 2007. Ne emerge che gli under 35 attualmente occupati sono passati da 7.333.000 a 5.876.000. Un vero e proprio crollo pari al 29,9%. Solo nell’ultimo anno la riduzione si è attestata a quota 230 mila unità.

Di contro, ne emerge una tendenza opposta solo parzialmente sorprendente. Per i lavoratori over 55, infatti, nell’arco degli ultimi cinque anni si è registrato un aumento pari al 26%. In particolare questa classe di lavoratori è passata da 2,4 milioni a 3,03 milioni con un aumento netto di 636 mila unità. Solo nell’ultimo anno l’aumento è stato pari a 226 mila unità.

Dinamiche evidentemente figlie delle riforme pensionistiche che hanno disincentivato, o meglio bloccato le pratiche per ritirarsi dal mondo lavorativo. In un momento storico come quello attuale, dove la crisi attanaglia le imprese e dove l’assunzione è diventata un miraggio per gran parte dei lavoratori, si rende necessaria una presa di coraggio da parte del governo volta a dare una concreta spinta al mondo del lavoro giovanile. Prima che sia troppo tardi.