Lo spettro della deflazione torna ad aleggiare sull’Italia e su tutta la zona Euro. Questa mattina l’Istat ha reso noto che in Italia c’è stata una forte flessione dei prezzi nel mese di febbraio: -0,2% su base mensile e -0,3% su base annua – contro un segno più per lo 0,3% nel mese precedente su base mensile. La deflazione riguarda quasi tutte le tipologie di prodotto, e l’inflazione acquisita per il 2016 è pari a -0,6%. L’Eurozona si trova nella stessa condizione, con un -0,2% nel mese di febbraio secondo la stima flash di Eurostat. Una discesa trainata dai prezzi dei prodotti industriali energetici (-8%, rispetto a -5,4% di gennaio).

C’è da segnalare che la deflazione colpisce quasi tutti i paesi europei, si va dal -0,2% della Germania al -0,1% della Francia fino al -0,9% della Spagna.  Come ha spiegato ieri il governatore della Banca centrale francese Francois Villeroy de Galhau: “Se guardiamo all’Europa in questa momento – ha detto – il pericolo è senza ombra di dubbio la deflazione, non certo l’inflazione. Se i bassi prezzi energetici hanno effetti a lungo termine, dobbiamo intervenire. Sembra questo il caso, ma vedremo in marzo”. Sul tema aggiungiamo anche il parere di Holger Sandte, economista della banca Nordea: “La deflazione sarebbe un disastro per l’area euro, poiché farebbe aumentare ancora l’onere del debito. Il problema è che indipendentemente da quello che deciderà la Bce il 10 marzo, l’inflazione resterà intorno allo zero per alcuni mesi prima di risalire“.

Per capire qual’è il peso della deflazione basta prendere il caso italiano: visto che ora gli economisti si aspettano che il Pil cresca poco oltre l’1% e che l’inflazione resterà nel 2016 poco sopra lo zero “è chiaro che la discesa del rapporto debito/Pil si complica, sia per quest’anno che per il 2017” – la citazione è di Loredana Federico economista di UniCredit. Per questo il viceministro dell’economia Enrico Morando, in un’intervista al Corriere della Sera, spiega che il governo è a caccia di 7-8 miliardi per onorare gli impegni sul calo del debito presi con Bruxelles.