Nuovo allarme del Fondo monetario internazionale su Italia e Spagna, dove i prestiti delle banche alle imprese, ancora bloccati, allontanano la ripresa.
In termini di contributo alla ripresa globale, Christine Lagarde, direttore generale del Fmi, nel suo intervento di ieri a Washington sulla crescita globale, ha collocato l’Eurozona in “serie C”, dietro ai Paesi emergenti e al secondo gruppo guidato dagli Usa, ricordando l’attuale “crescita a velocità zero” dell’area monetaria europea e la previsione di un -0,3% per l’anno in corso.

Pressing sulle banche Ue. Per Lagarde “serve una nuova agenda per la crescita”, incentrata su misure per l’occupazione, per il credito e riforme del mercato del lavoro, sebbene preoccupi l’eccessiva frammentazione del sistema bancario dell’Eurozona e la mancata concessione di credito a persone e imprese, nonostante la politica accomodante della Bce e il recente taglio dei tassi d’interesse.
È necessario, ha rimarcato il numero uno del Fondo ed ex ministro delle Finanze francese, “un rimedio finanziario” e “priorità va data ad un repulisti dei sistemi bancari attraverso ricapitalizzazioni, ristrutturazioni e, dove necessario, fallimenti bancari”.
Il Fondo monetario, tuttavia, si auspica anche che vengano adottate “ulteriori misure non convenzionali per ridurre la frammentazione e favorire i flussi del credito” e che si vada avanti con determinazione verso l’Unione bancaria, completando la sorveglianza unica, di competenza della Banca centrale europea, con un meccanismo unico di gestione ordinata dei fallimenti e con un’assicurazione unica dei depositi.

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