La classe dirigente italiana è la più vecchia d’Europa. Questo che si faccia riferimento alla politica, all’amministrazione pubblica o alle aziende private. A lanciare l’allarme è uno studio presentato nel corso dell’Assemblea dei giovani della Coldiretti e realizzato in collaborazione con l’Università della Calabria. Questo a fronte di una disoccupazione giovale molto elevata. Si tratta di un problema per l’economia italiana perché, come sottolineato da Vittorio Sangiorgio, delegato nazionale dei giovani della Coldiretti, “la disoccupazione giovanile record non è solo un problema familiare e sociale, ma provoca anche un invecchiamento della classe dirigente italiana che deve affrontare la crisi con il Paese che sta rinunciando a energie e risorse fondamentali per la crescita”.

Banche e Governo regno degli “anziani”

Le banche conquistano la palma dell’età media più avanzata, con presidenti e amministratori delegati che vantano un’età media di 67 anni. In seconda posizione i ministri dell’attuale governo guidato da Mario Monti con un’età media di 64 anni. Ma non va molto meglio in Parlamento. Solo un deputato su 630 ha meno di 30 anni e appena 47 sono quelli con meno di 40 anni, mentre sono 157 gli ultrasessantenni.

Età media avanzata anche per i dirigenti della pubblica amministrazione. L’età media dei direttori generali, infatti, è di 57 anni mentre nelle aziende partecipate dallo Stato si sale a 61 anni. Tra le imprese private si scende un po’: l’età media degli amministratori delegati delle aziende quotate a Milano sfiora i 53 anni.

Decisamente superiore alla media europea anche l’età media dei professori universitari italiani: 63 anni. Un quarto dei professori italiani, inoltre, ha più di 60 anni contro poco più del 10% in Francia e Spagna e l’8% in Gran Bretagna.