Il governo Letta è riuscito ad orchestrare il salvataggio. Dovrebbero arrivare 500 milioni di euro. Come diversi analisti hanno fatto rilevare, servono per dare respiro ad Alitalia per meno di un anno, visto che nel primo semestre 2013 la compagnia ha perso 1,6 milioni di euro al giorno. Non c’è tempo da perdere, l’Alitalia deve cambiare.

Il costo del lavoro è già stato tagliato, ma il suo peso è considerato ancora insostenibile. Urgono provvedimenti. Bisogna trovare un partner industriale forte, che potrebbe non essere Air France-Klm (vista anche la frenata sull’aumento di capitale).  Anche perché è probabile che ci sia da mettere mano al portafoglio ancora…

Ci sono da rilanciare i voli a lungo raggio, evitando gli errori del passato, come la scelta di Fortaleza in Brasile: la destinazione subiva la concorrenza dei voli charter ed aveva poca clientela business. Intanto Alitalia ha lasciato che alcuni collegamenti con le nostre città d’arte siano finiti in mano a compagnie straniere – come la Delta, che collega direttamente New York con Venezia e Pisa.

Bisogna poi lavorare sulle Authority perché Air France e a Lufthansa, a casa loro lucrano su rendite di posizione ben più forti senza che nessuno le ostacoli. Ci sono poi da correggere errori delle precedenti gestioni, come la semplificazione dei prezzi praticata durante la gestione di Ragnetti. L’idea poteva essere buona, ma ne è risultato un calo degli introiti.

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