L’ingresso di Poste Italiane nel capitale di Alitalia secondo British Airways rappresenta un aiuto di stato illegittimo. Hanno ragione? Per ora possiamo dire che la Commissione europea sul tema ha avuto una posizione sfumata, della serie voglio vedere le carte prima di parlare. Diciamo subito che gli aiuti pubblici sono possibili purché seguano certe regole.

Prima di tutto, l’Unione Europea deve stabilire se si tratta di aiuti di stato. Fatto questo – e non ci dovrebbero essere dubbi visto che Poste Italiane è una società interamente di proprietà pubblica. Se questo intervento venisse considerato alla stregua di un qualsiasi investimento non ci sarebbero problemi – sarebbe arduo dimostrarlo.

Una volta chiarito che l’investimento sia stato fatto da un ente pubblico e non per fini di un semplice investimento, l’Italia può evitare una procedura di infrazione presentando un piano di ristrutturazione dell’azienda che deve forzatamente prevedere un futuro per la società. Al futuro deve contribuire la società stessa, partecipando ai costi di ristrutturazione,

Finora l’Europa non ha ricevuto alcuna comunicazione dall’Italia – ma può procedere con un’indagine autonoma. Ne seguiremo gli sviluppi con una legittima preoccupazione, visto che il ministro dei Trasporti  Maurizio Lupi continua a sostenere che l’ingresso delle Poste non rappresenta un aiuto pubblico…

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