Nuova puntata della telenovela Alitalia: i giornali economici francesi riportano l’intenzione di Air France-Klm di tirarsi fuori dall’imminente aumento di capitale. In soldoni si tratterebbe di un mancato apporto da 75 milioni – giusto i soldi che ha promesso di apportare Poste italiane. Perché la compagnia franco-olandese non vuole tirare fuori soldi? Da una parte c’è un buco evidente, rappresentato dall’assenza di un piano industriale che preveda il futuro dell’azienda – loro sarebbero a quanto sembra per tagliare il personale e ridimensionare la flotta e il ruolo di alcuni scali italiani.

E vorrebbero pure l’annullamento del debito di 1,2 miliardi accumulato dopo il salvataggio del 2008. Un quadro che comporterebbe per loro quasi solo vantaggi in cambio di pesanti ricadute occupazionali, perdite per le banche e pesanti ricadute sulle prospettive di sviluppo di Fiumicino che fa capo ad Aeroporti di Roma, controllata dalla famiglia Benetton (guardacaso socia anche di Alitalia). Per lo scalo romano sono in ballo 12 miliardi di investimento per l’ampliamento che andrebbero ovviamente corretti al ribasso.

La risposta ora torna in campo italiano. Bisognerebbe aver già iniziato la ricerca di eventuali partner industriali di Alitalia al posto del vettore francese che possano permettere investimenti e che garantiscano certi numeri sul lungo raggio. Il tempo stringe. Vedremo gli sviluppi, ma è difficile essere ottimisti

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