Gli esuberi di Alitalia a seguito della fusione con Etihad Airways saranno “tra i 2.400 e i 2.500, almeno nelle risultante pubbliche”.
È quanto ha dichiarato ieri a Milano il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a margine di un convegno alla Fondazione Cariplo.
Il ministro del Welfare, confermando la politica dei tagli del costo del lavoro, e dei costi in generale, sulla quale si è consolidata la trattativa tra la compagnia di bandiera italiana e il vettore di Abu Dhabi, ha poi ricordato che il confronto tra le parti, nel quale si affronterà nel merito la questione licenziamenti, avverrà “sotto la regia del ministero delle Infrastrutture e noi siamo a disposizione per la parte che ci compete sugli ammortizzatori sociali”.
Tema quest’ultimo, ha spiegato Poletti, che ha diverse sfaccettature, perché “ha situazioni diverse, c’è il personale di terra e di volo, poi c’è il piano precedente, ancora in piedi, con un nucleo di persone in cassa integrazione a zero ore”.

La politica dei tagli dei costi imposta dall’operazione Alitalia-Etihad, inoltre, riapre l’eterna questione del ridimensionamento dell’aeroporto di Malpensa: per la compagnia degli Emirati Arabi Uniti è Linate lo scalo fondamentale per i programmi di investimento del nuovo soggetto che nascerà dalla fusione, mentre Malpensa diventerebbe quasi esclusivamente uno scalo merci.
Una prospettiva che non piace al governatore della regione Lombardia, Roberto Maroni, per il quale “Malpensa è considerato dal Governo, non solo da me, uno degli hub principali del Nord. Non è una questione di campanile, è il sistema aeroportuale del Nord che verrebbe penalizzato. Noi abbiamo investito molto su Malpensa: l’ultimo investimento sono 30 milioni di euro per collegare i due terminal con l’alta velocità”.
Cercheremo – ha aggiunto Maroni – di convincere il governo a cambiare idea, rivedremmo tutta la nostra strategia di investimenti su Malpensa e anche l’investimento che io sono disposto a fare nel capitale di Sea. Io sono interessato a sviluppare un sistema aeroportuale lombardo, sono disposto a metterci ingenti risorse, ma se il sistema aeroportuale viene sviluppato, non penalizzato” (foto by InfoPhoto).