Al termine di una giornata in cui non sono mancate tensioni con le forze dell’ordine, per il lancio di petardi, fumogeni e anche alcune bombe carta, e di pesanti i disagi per il traffico, è stato raggiunto l’accordo al ministero dello Sviluppo economico tra Alcoa, governo, sindacati ed istituzioni locali per il sito siderurgico di Portovesme. La manifestazione dei 350 dipendenti dello stabilimento sardo giunti a Roma per fare sentire la propria voce ha, quindi, ottenuto un risultato, anche se resta da valutare l’accoglienza da parte dei lavoratori dell’accordo raggiunto.

I termini dell’accordo

Il segretario nazionale della Uilm, Mario Ghini ha evidenziato come l’azienda manterrà l’attività produttiva fino al termine del mese di ottobre, ma i lavoratori rimarranno al lavoro fino al 31 dicembre 2012. Infatti, l’azienda ha ritirato le procedure per l’avvio della mobilità e dal primo gennaio del 2013 per i circa 1.500 addetti dello stabilimento siderurgico potrà scattare l’eventuale cassa integrazione straordinaria. Ghini ha anche sottolineato che Governo, regione Sardegna e provincia si Carbonia-Inglesias si sono impegnate per determinare le opere infrastrutturali e a ridurre i costi dell’approvvigionamento energetico e le relative tariffe.

Ora la parola passa all’assemblea ai dipendenti della società metallurgica, che si riuniranno nel pomeriggio di giovedì prossimo e che dovranno valutare quanto deciso a Roma. Entro il mese di aprile, infine, sono attese al ministero dello Sviluppo le manifestazioni di interesse da parte delle società interessate a rivelare lo stabilimento sardo della multinazionale statunitense.