Il vertice informale di ieri sera ha visto i leader europei riunirsi per discutere delle possibili strategie per l’uscita dalla crisi. Nulla di deciso, ma solo un appuntamento preparatorio per il consiglio Europeo di fine giugno.

In sintesi, sono emerse tre linee guida: supportare la crescita; finanziare l’economia con investimenti; potenziare la creazione di posti di lavoro.
Molte le ipotesi discusse tra cui la Tobin tax sulle transazioni finanziarie, che ha visto favorevoli quasi tutti gli europarlamentari, tranne quelli della Gran Bretagna.

Quanto agli Eurobond, sempre dura la posizione della Germania: secondo il cancelliere Angela Merkel il debito in comune non aiuta la crescita ed è prematuro in un contesto in cui i bilanci sono ancora nazionali. Favorevoli invece il presidente francese Hollande e il premier italiano Monti, quest’ultimo autore della cosiddetta “golden rule”, una norma che consenta di scorporare dalla contabilizzazione dei debiti statali il costo degli investimenti produttivi.

Per quanto riguarda la Grecia, inoltre, secondo Hollande e Monti ad Atene andrebbe concesso più tempo per risanare i conti. Dai leader dell’Eurozona non è comunque emersa alcuna volontà di escludere la Grecia dall’Euro – almeno finchè manterrà gli impegni presi – nè alcun piano di emergenza in caso di ritorno di Atene alla dracma.

Altra questione spinosa riguardante la Spagna è stata ieri portata all’attenzione dei leader europei da Mariano Rajoy. Il premier iberico ha insistito sul fatto che “la Spagna non può sostenere per molto tempo questi rendimenti sul debito. L’Europa deve fare qualcosa al più presto” per ridare fiducia ai mercati.