Il 2015 è stato l’anno del ritorno in grande stile dell’agricoltura italiana. Secondo quanto afferma un rapporto della Coldiretti basato sui dati Istat, l’anno scorso l’economia agricola nazionale è stata la più produttiva in Europa, con un valore aggiunto pari a 32,4 miliardi di euro e un aumento del 2,2 per cento delle unità di lavoro nel settore, risultato dall’incremento sia delle unità dipendenti (+2,8 per cento) che di quelle indipendenti (+1,9 per cento).

Numeri che vanno a confermare la rinnovata centralità del settore nell’economia del nostro paese, ribadita anche dal fatto che il valore aggiunto a valori concatenati cresce in agricoltura del 3,8 per cento pari al triplo dell’industria (1,3 per cento) e quasi 10 volte quello dei servizi (+0,4 per cento) contribuendo alla crescita prodotto interno lordo ai prezzi di mercato dello 0,8 per cento nel 2015. L’agricoltura italiana ha sbaragliato la concorrenza anche sotto il profilo del valore aggiunto per ettaro: più del doppio rispetto alla media europea, il doppio rispetto a Spagna e Germania, il triplo rispetto al Regno Unito e il 70% in più della Francia.

Inoltre, arrivano ottime notizie anche dal versante green. L’Italia, infatti, è l’unico paese al mondo con 4886 prodotti alimentari tradizionali censiti dalle regioni ottenuti secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni, 282 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg. Ma non solo: è anche il paese col maggior numero di imprese agricole biologiche (quasi 50mila) e ha anche la minor incidenza di prodotti agroalimentari con residui chimici fuori norma (0,4%, contro una media europea dell’1,4% e extraeuropea del 7,5%), oltre ad aver scelto di vietare le coltivazioni ogm a tutela del patrimonio di biodiversità. Infine, in tre anni sono aumentate del 600% le aziende agricole che producono energie rinnovabili e raddoppiate (+98%) quelle che trasformano direttamente i loro prodotti, svolgendo una azione di recupero importante nei confronti di varietà che non sarebbero mai sopravvissute alle regole delle moderne forme di distribuzione.