Le note agenzie di rating, Moody’s e S&P’s, sono chiamate a difendersi in tribunale dall’accusa di frode mossa loro da numerosi investitori capitanati dall’Abu Dhabi Commercial Bank. E pensare che ancora si ride dell’inchiesta della procura di Trani. I giudici pugliesi della Corte di Trani, tempo fa, hanno aperto un’inchiesta per capire bene qual è il ruolo delle agenzie di rating in uno scenario di crisi come quello che stiamo vivendo e come influenzano il debito sovrano. La loro iniziativa, per molti versi, è stata considerata bizzarra.

Eppure non sono i soli giudici a nutrire dei dubbi sulle agenzie di rating che a livello macroeconomico, nell’ultimo periodo, hanno fatto il bello e il cattivo tempo.

Adesso, infatti, i capi della Standard&Poor’s e della Moody’s, dovranno fare i conti con i tribunali a stelle e strisce. In America, i porporati, vogliono vederci chiaro sulla questione dei mutui subprime. Le agenzie di rating sono accusate di frode per aver assegnato dei rating inflazionati ai titoli venduti da Morgan Stanley.

A chiedere un chiarimento sono stati gli investitori internazionali tra cui spicca l’Abu Dhabi Commercial Bank che ha iniziato la sua attività finanziaria nel 2008. A livello giudiziario, oltre alla procura di Trani anche l’Ente europeo di regolamentazione dei mercati aveva aperto un’inchiesta.