L’Agenzia delle Entrate sta per inviare ulteriori lettere sullo spesometro, che inviteranno i contribuenti italiani a controllare ed eventualmente regolarizzare la propria posizione. I nuovi invii dovrebbero riguardare soprattutto coloro che sono in possesso di una partita Iva e che, relativamente al periodo di imposta del 2013, avrebbero omesso in tutto o in parte di dichiarare quanto ricavato.

Queste ulteriori lettere che l’Agenzia delle Entrate invia non sono altro che l’ennesimo esempio dello sforzo comunicativo che il Fisco starebbe mettendo in atto per poter raggiungere tipologie diverse di contribuenti. Nel corso dell’anno 2015, ad esempio, l’Agenzia delle Entrate ha inviato oltre trecentomila comunicazioni, tutte con lo scopo di promuovere la possibilità di poter rimediare ad errori oppure a dimenticanze, usufruendo di tempi brevi e sanzioni ridotte.

Delle oltre trecentomila comunicazioni inviate, quasi duecentomila di queste avrebbero riguardato presunte anomalie relative al periodo 2011-2013, anomalie riscontrate applicando i principi ottenuti dagli studi di settore. Proprio grazie a queste comunicazioni, la maggior parte dei contribuenti sarebbe stata in grado di sanare la propria posizione nei confronti del Fisco italiano, beneficiando di sanzioni nettamente inferiori a quelle previste per legge in altri casi.

Lettere simili sono poi state inviate per tutto il corso del 2016 e adesso ne arriveranno anche altre. I contribuenti che le ricevono devono prestare attenzione perché le sanzioni e le conseguenze che potrebbero verificarsi sono diverse nel caso in cui le correzioni vengano effettuate entro novanta giorni dalla scadenza oppure successivamente. L’Agenzia delle Entrate ha inoltre chiarito che dopo i novanta giorni dalla scadenza non è possibile sanare l’omessa dichiarazione con il ravvedimento.