L’Agenzia delle entrate ha appena fatto partite 100mila lettere indirizzate che andranno ad allietare l’estate di altrettanti anonimi concittadini. Ma niente paura, o perlomeno non così tana: si tratta, come spiega la stessa Agenzia, di avvisi riguardanti possibili errori o dimenticanze nei redditi dichiarati per il 2012, e non di avvisi di accertamento. In altre parole, si vuole invitare il contribuente a controllare la propria posizione ed eventualmente a regolarizzarla in maniera agevolata tramite il nuovo metodo del ravvedimento operoso e le sue sanzioni ridotte, evitando così che si apra la procedura di accertamento.

Le lettere saranno recapitate tramite posta ordinaria o, per i titolari di partita Iva, agli indirizzi di posta elettronica certificata (Pec) registrati nell’Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata (INI-PEC), istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Ma cosa si deve fare nel caso ci si ritrovi la lettera nella casella di posta?

Il cittadino è chiamato a verificare di persona le incongruenze segnalate dal fisco. Quindi, ha davanti a sé due possibilità. Nel caso ritenga di essere nel giusto, può contattare l’Agenzia ed evitare che l’anomalia si trasformi in un accertamento. Invece, se si accorge che ad aver ragione è l’Agenzia, allora potrà correggere i rilievi sollevati tramite ravvedimento operoso, presentando una dichiarazione integrativa e versando le maggiori imposte dovute, i relativi interessi e le sanzioni in misura ridotta, correlate alla infedele dichiarazione.