Domanda ed offerta immobiliare sono sempre più distanti. Accendere un mutuo è diventato davvero difficile, accantonare risparmi praticamente impossibile e le famiglie che intendono acquistare casa, soprattutto le giovani coppie, sono costrette a rimandare l’operazione sperando in tempi migliori.
I proprietari e le imprese, dal canto loro, impiegano troppo tempo per vendere  e quando ci riescono, in genere, lo fanno a condizioni inferiori rispetto a quanto sperato.
In questa fase di stallo del mercato si stanno facendo apprezzare, però, nuove formule contrattuali che permettono di bypassare sia le restrizioni del mercato creditizio, che impongono, tra l’altro, forti anticipi sulle trattative di compravendita immobiliare, sia le incertezze di breve e medio periodo dettate dalla crisi ancora vigente. Spicca tra queste l’affitto con diritto di riscatto, la soluzione ‘alternativa’ al mutuo oggi più in voga e della quale proviamo ad evidenziare di seguito gli aspetti principali.

L’affitto (o la locazione) con diritto di riscatto dell’immobile è una formula che prevede, di fatto, la stipula di due contratti. Il primo d’affitto, con un canone significativamente superiore al prezzo di mercato, il secondo d’opzione, con cui il locatore potrà acquistare casa ad un prezzo già stabilito in precedenza e dopo un certo numero di anni. In caso di esercizio del diritto d’opzione, le mensilità versate fino a quel momento verranno detratte dal prezzo convenuto all’atto della doppia stipula. Nel caso contrario, invece, si è pagato un canone d’affitto a condizioni di mercato più svantaggiose della media.
I vantaggi per il compratore sono alquanto evidenti. Innanzitutto, egli si garantisce, accollandosi un canone maggiorato, la possibilità di comprare una casa tra qualche anno al prezzo convenuto senza temere una ripresa del mercato immobiliare e una conseguente brusca impennata dei prezzi e magari a condizioni di accesso al mutuo e a tassi d’interesse migliori di quelle attuali, chiedendo inoltre un importo minore all’istituto di credito perché già si è versato un cospicuo acconto sul prezzo immobile.
Per il venditore, che ha oggi il problema principale di trovare acquirenti, la formula dell’affitto con riscatto permette di incassare fin da subito un canone mensile d’affitto più alto di quello standard (dal 15% al 25% in media, ma per particolari immobili si arriva anche al 50% del prezzo di mercato) e la possibilità concreta di vendere l’immobile dopo un periodo stabilito, ad un locatario che ha già preso possesso della casa e che è propenso a chiudere la trattativa avendo pagato un canone più caro per assicurarsi tale diritto.

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