In Italia i canoni di locazione sono scesi in media del 6% nel primo semestre di quest’anno, con flessioni a doppia cifra per Napoli (-12,5%) e Milano (-11,9%) e leggeri aumenti solo a Campobasso (+1,6%) e Bari (+1,4%) mentre la preferenza per la cedolare secca sale al 56% dei nuovi contratti. Questi gli aspetti salienti del Rapporto sulle locazioni 2012 realizzato, in collaborazione con Nomisma, da Solo Affitti, il franchising immobiliare attivo in Italia nella locazione con 350 agenzie . “Per il 2013 – afferma Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti – prevediamo un aumento in generale del numero delle locazioni, una stabilità dei canoni per il residenziale e un ulteriore abbassamento per uffici, negozi e capannoni.

 

L’andamento delle locazioni in Italia

Dopo Napoli e Milano, i cali più consistenti dei canoni d’affitto si sono rilevati ad Aosta (-9,1%), Venezia (-8,7%), Roma e Catanzaro (-8,6% ciascuno). Nel primo semestre del 2012 il prezzo medio di locazione nelle città capoluogo del nostro Paese è di 540 euro, che salgono a 595 se l’appartamento è ammobiliato e a 599 se l’abitazione è dotata di garage. Si spendono mediamente 442 euro al mese per un monolocale (456 ammobiliato) e 487 euro per un bilocale (535 con mobili). La spesa arriva fino a 577 euro per alloggiare in un trilocale (con un incremento di 57 euro in presenza di mobili), e tocca i 683 euro per un quadrilocale (754 arredato).

 

I prezzi d’affitto nei capoluoghi di regione

Gli immobili in affitto più costosi sono ancora una volta quelli di Roma (canoni medio di 879 euro) e Milano (858 euro), seguiti da Firenze (650 euro), Venezia (613 euro) e Trieste (557 euro). Per trovare gli alloggi in affitto più economici bisogna spostarsi a Catanzaro (371 euro), Campobasso (440 euro), Perugia e Potenza (448 euro ciascuno). Torino con 476 euro si conferma la città settentrionale più economica.

 

La cedolare secca e i vantaggi fiscali

Nel 2012 il numero di nuovi contratti stipulati con la tassazione della “cedolare secca” è aumentato del 7%: ormai più della metà dei proprietari italiani (56%) la preferisce alla tassazione Irpef (utilizzata nel 44% dei casi). In oltre l’80% dei casi il risparmio fiscale medio a vantaggio del locatore è stato da un minimo di 100 a un massimo di 500 euro.

 

Gli affitti rendono più dei titoli di Stato

Solo Affitti ha calcolato che in Italia affittare un immobile nelle grandi aree urbane genera un rendimento superiore a quello dei titoli di Stato, sia nel breve sia nel lungo periodo. Nel comparto residenziale il ritorno economico sfiora il 5% annuo, a fronte di un Btp con scadenza triennale che genera poco meno del 3% e un Btp decennale che supera di poco il 4%. Il rendimento sale per gli uffici (5%), e ancora di più per i negozi (oltre il 7%).