L’Agenzia delle Entrate è intervenuta per fare alcune precisazioni in merito agli affitti che beneficiano della cedolare secca, un istituto che comporta alcuni benefici sia per i proprietari degli immobili sia per gli inquilini. La precisazione fatta riguarda proprio l’applicazione della cedolare secca, che secondo l’Agenzia delle Entrate fa beneficiare dell’aliquota ridotta (ossia 10 per cento fino al termine del 2017) non solo i contratti di locazione agevolati e i contratti fatti agli studenti che frequentano l’università ma anche ai contratti transitori se vengono stipulati nei Comuni nei quali i canoni di affitto vengono definiti all’interno delle fasce stabilite negli Accordi territoriali.

Per contratti transitori si intendono quelli che cita la legge 431 del 1998. Sempre in merito alla questione della cedolare secca per gli affitti, l’Agenzia delle Entrate ha altresì specificato che in merito alla mancata presentazione della comunicazione della proroga del contratto di locazione, la nota diffusa alla fine dell’anno 2016 si applica alle comunicazioni di proroga contrattuale che andavano presentate prima del 3 dicembre 2016. Tale norma prevedeva che: “in caso di mancata comunicazione sulla proroga del contratto di affitto, non si sarebbe verificata la revoca dell’opzione esercitata in sede di registrazione del contratto di locazione qualora il contribuente avesse mantenuto un comportamento coerente con la volontà di optare per il regime della cedolare secca, effettuando i relativi versamenti e dichiarando i redditi da cedolare secca nel relativo quadro della dichiarazione dei redditi“.