Un saggio dedicato all’Italia industriale di qualche tempo fa, sosteneva che uno dei capisaldi dell’economia tricolore fosse per l’appunto l’aviazione. Cosa direbbe oggi il sociologo autore del saggio, osservando il caso di WindJet?

Sicuramente non sarebbe contento di sapere che questa società di origine siciliana, per quanto piccola, non gode affatto di buona salute, tanto da dover chiedere aiuto all’Enac e ad Alitalia. Cerchiamo di chiarire qualche punto sulla questione WindJet-Alitalia.

L’Enac, cioè l’Ente nazionale per l’aviazione civile, ha spiegato molto chiaramente che Alitalia aveva un tempo limitato per portare a termine l’acquisizione della WindJet, massimo fino al 7 agosto, al fine di evitare il fallimento della compagnia siciliana.

La trattativa è iniziata ad aprile ma a distanza di due mesi non c’è stato verso di arrivare ad una firma conclusiva per il fatto che si è intromessa l’Autorità Garante per la Concorrenza del Mercato. Alitalia, adesso, non solo deve concludere l’operazione ma deve rispettare anche i paletti dell’autority.

L’Enac però ha detto la sua: per Alitalia ci sarà ancora qualche giorno di tempo per perfezionare l’operazione, WindJet, intanto, si dovrà impegnare a non ritardare i voli e a non cancellarli.

WindJet ha accumulato debiti negli ultimi mesi, sia con i gestori del traffico aereo sia con i gestori aeroportuali dopo ben 9 anni di onorato servizio.