Dopo un inizio di seduta negativo, i mercati azionari asiatici hanno recuperato terreno per la notizia che i ministri finanziari dell’area Euro hanno trovato un accordo su un secondo piano di salvataggio per la Grecia, che comporta maggiori perdite per gli investitori privati ed un contributo da parte della BCE. La borsa giapponese e quella coreana hanno, comunque, chiuso in leggero calo (rispettivamente a -0,23% e -0,03%) mentre hanno chiuso in rialzo la borsa australiana (+0,8%) e quella cinese (+0,3%).

Focus sulla politica monetaria

La borsa australiana (indice S&P/Asx 200) è salita dopo che le minute della riunione di politica monetaria di inizio mese hanno evidenziato che la banca centrale australiana potrebbe tagliare nuovamente i tassi di interesse nel caso in cui la situazione dell’area Euro, individuato come il maggiore pericolo per l’economia internazionale, dovesse peggiorare. In rialzo si sono mosse soprattutto le banche, con National Australia Bank salita dello 0,9%.

In Cina, invece, le aspettative di una politica monetaria espansiva sono state ridotte dalle indiscrezioni dell’agenzia di stampa Xinhua secondo cui in una riunione dei membri del Politburo sarebbe stato deciso di mantenere una politica prudenziale per mantenere una maggiore flessibilità.

Le indicazioni provenienti dal fronte economico aziendale nelle ultime settimane non sono state molto positive. Secondo i dati raccolti dall’agenzia di stampa Bloomberg, delle 471 società asiatiche che hanno presentato i conti dal 9 gennaio, più della metà hanno deluso le aspettative degli analisti ed il 59% hanno presentato un utile in ribasso.