È stato raggiunto ieri un accordo tra i leader dei tre partiti della coalizione di governo greca per un piano di tagli da 11.5 miliardi, in linea con quanto chiesto dagli esponenti della Troika Ue-BCE-FMI. A comunicarlo ai giornalisti è stato il ministro delle Finanze, Yannis Stournaras, che ha detto che “la proposta del primo ministro, Antonis Samaras, è stata accettata dai leader politici”. L’accordo aprirà le porte a un nuovo pacchetto di aiuti che permetterà al paese di pagare i propri conti in settembre.

Dubbi sull’efficacia dei tagli

L’accordo tra i partiti di maggioranza è arrivato al termine della seconda riunione in tre giorni tra i leader politici nel corso della quale il primo ministro Antonis Samaras ha dovuto faticare molto per vincere le riserve che i suoi due partner nella coalizione, Evangelos Venizelos del Pasok e Fotis Kouvelis di Sinistra Democratica, avevano sui tagli che i creditori internazionali chiedono al governo di Atene.

Stando a quanto riferito da alcune fonti, Samaras avrebbe spiegato agli alleati di governo che la Grecia non ha altra scelta che accettare le misure al momento e rinegoziare in una fase successiva termini di austerity meno penalizzanti per il paese. I partiti che formano la coalizione di governo hanno chiesto che i termini dell’accordo con la troika formata da Bce, Fmi e Ue siano rinegoziati e che sia concesso al paese più tempo per raggiungere gli obiettivi fissati dal piano di salvataggio.