C’è tempo fino al 30 novembre per pagare l’acconto Irpef – ma anche delle altre imposte – risultanti dal modello Unico e 730 – nel primo caso bisognerà compilare e versare un F24, mentre nel secondo l’acconto sarà trattenuto direttamente in busta paga o sul rateo della pensione.

La misura dell’acconto è cresciuta con il passare del tempo ed ha ormai raggiunto il valore del 100% dell’imposta dovuta. L’unica eccezione è rappresenta dalla cedolare secca sugli affitti – in questo unico caso l’acconto che si paga dovrebbe essere pari al 95% dell’imposta dovuta.

L’acconto Irpef si paga in un’unica soluzione – entro il 30 novembre – se l’importo dovuto è inferiore a 257,52 euro. In due rate se l’importo dovuto è superiore a tale cifra. In questo caso bisogna pagare l’imposta in due rate, la prima – nella misura del 40% – doveva essere versata entro il 16 giugno 2015 – o entro il 16 luglio con la maggiorazione dello 0,40%. Il restante 60% deve essere versata entro la fine di questo mese.

Si può calcolare l’acconto sia usando il metodo previsionale che quello storico. Nel primo caso sarà necessario determinare l’acconto sulla base del risultato che si presume di dichiarare nel 2015 – sempre al netto di detrazioni, crediti d’imposta e ritenute d’acconto. Chi segue il metodo storico invece deve determinare l’acconto sulla base di quanto dichiarato nel 2014. C’è anche la possibilità di applicare il metodo previsionale per la seconda rata anche se la prima è stata versata in base al metodo storico.