L’ingorgo di scadenze fiscali di fine anno inizia il 2 dicembre con gli acconti Irpef. Per sgombrare il campo da equivoci aggiungo subito che viene escluso da questo adempimento chi ha solo un reddito fisso da stipendio o pensione. Deve invece pagare chi ha altri redditi – ad esempio un immobile in affitto e non sottoposto a cedolare secca.

L’acconto è stato aumentato dal 99 al 100% delle imposte sui redditi pagate quest’anno (e non ancora versate) – la misura era stata presa per evitare l’aumento Iva a giugno -, e a differenza del primo acconto, che si può dilazionare in sei rate, deve essere versato in un’unica soluzione. Una delle tante storture del Fisco italiano, che chiede più soldi, in contemporanea con tanti altri prelievi…

Per le imprese il salasso è ancora peggiore: l’acconto dell’Ires arriva al livello record del 101% delle imposte sui redditi 2012. In pratica un prestito forzoso… Per le aziende ed i lavoratori autonomi c’è però una via di fuga: il secondo acconto può essere  calcolato con il metodo “previsionale”, ovvero sulla base di quanto si prevede di incassare.

Per banche e assicurazioni, c’è poi la possibilità che questo acconto possa arrivare al 116%

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