Secondo la Confcommercio, il beneficio generato dal taglio del cuneo fiscale per le imprese – valutato 1 miliardo di euro – sarebbe vanificato dal maggior gettito fiscale provocato dall’aumento degli acconti Ires ed Irap - valutato 1,147 miliardi. L’azzeramento del beneficio è dovuto alla decisione del governo Letta di far scattare la clausola di salvaguardia per le coperture della prima rata Imu - che era stata cancellata a fine agosto.

A seguito di questa mossa, l’acconto Ires sarà in aumento dell’1,5% per l’anno in corso e per il prossimo, mentre per il 2015 ed il 2016 aumenteranno le accise sui carburanti. Come spiega l’organizzazione ”In pratica, alle imprese viene chiesto di anticipare oggi alle casse pubbliche il beneficio fiscale che riceveranno il prossimo anno“.

Come abbiamo già scritto “alcune delle coperture previste per l’abolizione della prima rata dell’Imu non sono state conseguite. Si tratta, in particolare, dei 600 milioni di gettito atteso dalla cosiddetta ‘sanatoria giochi’ e di parte dei maggiori introiti Iva associati allo sblocco dei pagamenti della Pubblica amministrazione pari a 925 milioni“.

Queste due forme di prelievo aggiuntive sarebbero a impatto nullo per il sistema economico. La prima è confinata a una sola categoria di operatori, che comunque ottengono un forte sconto per la chiusura delle pendenze fiscali. La seconda invece perché è compensata da pagamenti di ammontare molto maggiore e da lungo tempo attesi dalle imprese.

Peccato che 7,2 miliardi di euro che il governo aveva stanziato per saldare i debiti della Pubblica Amministrazione, ne sono stati materialmente erogati solo poco più di due…
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