Chi compra un immobile può trovarsi di fronte ad un appartamento o ad una casa su cui ci sia già l’ipoteca di una banca poiché il mutuo in precedenza presente non è stato ancora estinto. Una delle soluzioni che si può adottare in questo caso è l’accollo del mutuo, ossia la richiesta al venditore di subentrare al suo posto nel mutuo. In questo caso il prezzo pattuito per la cessione dell’immobile è rappresentato in parte da denaro ed in parte dall’accollo del debito (il compratore si impegna al pagamento delle rate del mutuo ancora non saldate).

Accollo mutuo cointestato: i casi possibili

Quando ad essere intestatarie del mutuo sono più persone (come nel caso di coniugi che poi si separano) che posseggono l’immobile in comproprietà, con l’accollo del mutuo cointestato si ha il vantaggio teorico di mantenere le condizioni del mutuo e si evitano diversi costi. Il soggetto che si accolla il debito, per poter godere delle detrazioni fiscali del 19 per cento sugli interessi pagati, deve allegare le quietanze di pagamento integrate dall’attestazione che l’intero onere è stato sostenuto dal coniuge proprietario.

Accollo mutuo cointestato: le tipologie

L’accollo del mutuo cointestato può essere di due tipi. Andiamo a scoprire quali sono le differenze e cosa comportano:
  1. accollo mutuo cointestato liberatorio - prevede lo specifico benestare della banca che, di fatto, libera il vecchio debitore da ogni responsabilità. L’accollo del mutuo cointestato liberatorio va effettuato prima del rogito e prevede un iter di deliberazione simile a quello necessario per accendere un nuovo mutuo. La banca vuole essere certa che colui che si accolla il mutuo abbia, da sola, tutte le possibilità per ottemperare al pagamento;
  2. accollo mutuo cointestato non liberatorio - può essere indicato nell’atto di acquisto e notificato alla banca. Nell’accollo non liberatorio, in caso di inadempimento del nuovo intestatario, il vecchio rimane comunque responsabile dei mancati pagamenti.