Gli automobilisti sono alle strette: il prezzo dei carburanti continua a salire, anche per effetto delle accise introdotte dal governo. Ma i rincari vanno ben oltre gli aumenti definiti dalla manovra economica e gli italiani sono costretti a fare i conti con prezzi esorbitanti.

Staffetta Quotidiana (Quotidiano delle Fonti di Energia), tiene aggiornati gli automobilisti sui prezzi dei carburanti. In questa settimana è stato oltrepassato il record con la benzina a quota 1,641 euro al litro e il gasolio a 1,523 euro a litro.

Mentre gli automobilisti si organizzano con escamotage diversi, dal carpooling all’uso dei mezzi pubblici, il dollaro si rafforza in borsa. Si deduce così che il prezzo in dollari dei prodotti petroliferi è in calo. Quindi è incomprensibile ogni aumento che sfori l’accise.

A titolo d’esempio la Tamoil ha definito un aumento dei prezzi di 5 centesimi. Mentre l’Eni non ha adottato una strategia univoca e i rincari nelle sue stazioni di servizio sono stati a macchia di leopardo. Il tutto mentre si assume la consapevolezza che i prezzi internazionali sono sottoposti al terzo calo.

La Coldiretti, già protagonista di una protesta esemplare davanti alla borsa di Milano, ha spiegato che un litro di benzina, venduto a 1,641 euro al litro, ha eguagliato in molte città il prezzo al chilo della pasta di grano.