Il suo nome è abbastanza conosciuto anche al di fuori dell’ambito degli addetti ai lavoro. La Consob, o Commissione Nazionale per le Societa e Borsa è stata creata con la legge 216/1974. Prima di quella data le funzioni di vigilanza sulla Borsa e sul mercato mobiliare erano svolte dal Ministero del Tesoro , ma ben presto ci si rese conto che per controllare la Borsa ci volesse un’autorità indipendente dotata di prontezza nelle decisioni ed un’elevata specializzazione.

La Consob attualmente è composta da un presidente e due membri – prima erano quattro, ma poi il decreto “Salva Italia” del governo Monti li ha ridotti gradualmente a due. Devono essere scelti tra soggetti che dimostrino elevata capacità, moralità e indipendenza e di indiscussa moralità e indipendenza, e li nomina il presidente della Repubblica su proposta del premier (dopo una deliberazione dello steso Consiglio dei Ministri).

Tra i suoi compiti c’è la vigilanza degli intermediari. Questo è un compito che svolge insieme alla Banca d’Italia. Alla Consob tocca vigilare in merito  alla trasparenza e alla correttezza dei comportamenti degli intermediari nei confronti dei clienti, mentre alla Banca d’Italia compete il controllo sulla stabilità patrimoniale e sul contenimento del rischio.

Si deve poi occupare del controllo sulle operazioni di sollecitazione all’investimento. In questo caso il suo operato è quello di valutare l’informazione fornita al mercato, in modo da consentire ai risparmiatori di operare scelte consapevoli di investimento. L’ultimo suo compito è quello di controllo delle attività nei mercati regolamentati.

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